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SUCCESSO COMICO CON IL FILM  “THE PRODUCERS“

IL NAZISMO FA PURE RIDERE !

di Giuseppe Trabace

 

Mel Brooks, questo geniale creatore di comicità del cinema Usa, ha colpito ancora. Ha tratto spunto da un suo esilarante film del 1967 “ Per favore non toccate le vecchiette “ per scrivere un musical “ The producers “ che, prendendo per i fondelli le follie del nazismo hitleriano, rappresenta una boccata d’aria fresca a fronte delle tante storiacce che sempre più negli ultimi tempi inquinano la voglia dello spettatore di vedere in buon film e di divertirsi. Un musical inoltre rappresentato a teatro con grande successo per oltre 10 anni.
Max, produttore teatrale di Broadway in disgrazia, incontra il timido contabile Leo che sogna di fare lo stesso mestiere. Il ragioniere ha una brillante idea. E’ possibile fare tanti soldi per un musical programmando che lo spettacolo sia un fallimento per pubblico e per la critica. E’ un artifizio fiscale ma lo sfigato Max lo sposa con entusiasmo ed architetta con l’amico Leo un progetto per andare incontro ad un sicuro fiasco per poi darsi alla fuga arraffando i soldi elargiti dai poveri investitori. Spulciando tra molti copioni ne trovano uno che è il massimo della negatività “ La primavera di Hitler “. I due trovano l’autore dell’opera, un certo Franz Liebken, un nazista di ferro da tempo emigrato negli States e palesemente affetto da follia. Nel contempo il maturo Max si sfrena andando a caccia di arzille vecchiette che seduce salvo poi riscuotere lauti assegni per sovvenzionare lo spettacolo. L’operazione di sabotaggio dello spettacolo in corso d’opera si completa assumendo come regista il gay Roger, consumato da sfacciati esibizionismi e afflitto da un ego gigantesco. Il personaggio principale del musical è naturalmente un Hitler feroce e canterino, Max con sfrontatezza affida il ruolo alll’invasato Liebken. Pochi minuti prima che inizi lo spettacolo l’attore protagonista si infortuna e la sua parte viene affidata al regista Roger. Inaspettatamente il musical riscuote un grande successo. Il motivo principale è l’ilarità degli spettatori di fronte a quell’ Hitler disegnato con movenze gay dall’ineffabile Roger. I due compari produttori rimangono attoniti ma improvvisamente nel teatro piomba la polizia che arresta Max per la tentata truffa. Leo ruba il denaro degli investitori e fugge con la bellissima protagonista del musical Ulla. Max, deluso dal tradimento dell’amico, affronta il processo confessando tutto. A sua consolazione sopraggiunge Leo pronto ad espiare le sue colpe. Finiranno entrambi in carcere per molti anni , ma sorprendentemente riscuoteranno successo producendo allegri spettacoli per i detenuti. Tornati liberi si affermeranno definitivamente come produttori di successo.
Il film, come da sottotitolo, è una gaia commedia neonazista. La creatività di Mel Brooks quì si esprime al meglio. Il musical si avvale di un copione zeppo di trovate esilaranti, di cui solo alcune scontate, e di colpi di scena di impatto immediato. Musiche e parole sono dello stesso Brooks e sono trascinanti. Fra tutte citiamo la divertente “ Keep it gay “, in cui una truppa di omosessuali, guidati da Roger, inneggia alla propria diversità. Coreografie e scenografie sono eccellenti. La regia è affidata all’esordiente Susan Stroman ed il film scorre senza intoppi e ha pochi momenti di stasi. Gli interpreti sono tutti in parte. Max e Leo. sono impersonati rispettivamente da Nathan Lane e Matthew Broderik. Entrambi hanno recitato in teatro per molti anni la stessa parte. Sono perfettamente calati nel ruolo, recitano, cantano e ballano con estrema disinvoltura. Will Ferrell riesce a rendere perfino simpatico il personaggio del folle nazista Franz. La bellissima Uma Thurman, nel ruolo di Ulla, balla a meraviglia e riesce a dare al personaggio una dose di innocente provocazione. Nel cast affiatato spicca l’interpretazione di Gary Beach che nella parte del regista Roger è letteralmente irresistibile. Da ricordare la scena in cui Beach gioca con sguardi e movenze da teatrante di razza con il personaggio del finto Hitler.

Un film da far vedere un primo luogo ad alcuni cinematografari nostrani. Essi, abituati ad inzeppare i loro film di parolacce e di volgarità non richieste, potranno trarne un’utile lezione.

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