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SUCCESSO SUGLI SCHERMI ROMANI DI “ PRIME “

ANALISTA CERTO…… MA SEMPRE MAMMA!

di Giuseppe Trabace

 

Mamma ce n’è una sola dice un famoso detto.
Giusto ma è pur vero che talvolta il troppo amore materno può creare dei guai ai propri figli eternamente in fasce…  Questo tema affronta la spiritosa commedia “Prime“ senza tuttavia sforzarsi di trovare una soluzione che peraltro non è semplice.
Siamo a New York ai nostri giorni.. Rafi, un’affascinante donna in carriera di 37 anni, vede fallire dopo nove anni il suo matrimonio. Ricorre per lenire la ferita amorosa alla matura e bonaria analista ebrea Lisa. Il consiglio alla spaesata Rafi è di cercare un nuovo amore anche se non duraturo. Detto fatto la donna incontra l’aspirante pittore David di bell’aspetto e di attraente sensibilità. E’ un colpo di fulmine ma di mezzo c’è un bel guaio. Tra i due c’è una differenza di età di 14 anni in quanto il giovane ha solo 23 anni. Il fuoco divampa, la coppia fila in perfetto amore ma succede l’imprevedibile. Nel corso della seduta terapeutica Lisa scopre che l’uomo di Rafi è il suo adorato figlio. Apriti cielo! Può una mamma ebrea, fortemente attaccata alla sua religione, ammettere che il suo "innocente cucciolo" amoreggi con la "tardona" miscredente Raffi? Lisa non svela la sua scoperta ma tenta di convincere David a interrompere la relazione. Nel frattempo Rafi, ignara di tutto, rivela all’esterrefatta analista i particolari, anche intimi, del suo rapporto amoroso. Lisa non ne può più e svela il "fattaccio" alla donna. La coppia è frastornata ma alla fine il cuore di madre prende il sopravvento e Rafi conosce ufficialmente la famiglia di David. La coppia però accusa il colpo, la differenza di età nella vita quotidiana si fa sentire, i due si lasciano sia pure con dolore.  

Film, abbastanza incredibile negli sviluppi della trama, si distingue dalle scontate commedie made in Usa per un approccio meditato, sia pure tenendosi su toni leggeri, su certe realtà del comune vivere quotidiano. Si pensi alla descrizione ironica ma abbastanza puntuale della famiglia ebrea di David, un humus familiare tradizionale che sopravvive e tenta di difendersi a fronte di una società spesso priva di principi che la circonda o al modo in cui si smitizza la figura “carismatica “ dell’analista in ambasce. Sceneggiato e diretto con piglio disinvolto dal giovane Ben Younger, il film si avvale in primo luogo dell’interpretazione eccellente di un affiatato gruppo di attori. Meryl Streep, nel ruolo dell’analista, è da applausi quando mima tutte le insicurezze di una professionista “ deviata “ dall’amore materno. La splendente Uma Thurmann gioca con abilità la parte della donna in carriera colpita inaspettatamente da una passione irrazionale. Brjan Greenberg ha il fisico giusto per il ruolo di David ed è naturale nella recitazione. Una citazione va fatta per Jon Abrahams che caratterizza con gusto la parte di uno strano amico di David uso a spiaccicare torte sul viso delle ragazze che lo respingono.

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