POLLICE VERDE


       

Consigli
visto che in questo periodo le allergie tornano ad infastidire molte persone, abbiamo considerato il fatto che la causa potrebbe venire anche dall'uso sconsiderato di medicinali. Tale premessa ci sprona a consigliare di riprendere l'antica abitudine di coltivare le piante medicinali (odori in genere) in qualche vaso del balcone o, per quelli che godono di un giardino, in piena terra. Infine, oltre che usare dette pianticelle per profumare e arricchire di sapori la nostra mensa, potranno servire per preparare tante salutari tisane, sciroppi e liquori che daranno tono al fisico con la soddisfazione di averle preparate in casa. Per questo il Pollice verde, invita i lettori che abbiano qualche nuova ricetta di erboristeria, ricavata dalle piante officinali curate personalmente, ad inviarle a questa pagina così da incrementarne la conoscenza e l'uso. Tanti ringraziamenti a chi vorrà seguire il nostro consiglio.
Il Pollice verde

     


LE PIANTE UTILI
E' risaputo che alcune specie di piante, comprese quelle da fiore, sono in grado di assorbire l'inquinamento atmosferico ed è bene averle attorno.
Esse sono le cosiddette: mangiafumo, basta chiederle nei vivai e piantarle anche sui nostri balconi o tenerle in casa.
Ve ne sono altre mangiatrici di decibel che assorbono il rumore.
L'antirumore per eccellenza è l'acero, seguito dalla quercia, dal tiglio, dal faggio, dal rododendro, dal ribes, dal philodendron, dalla sanseveria, dall'aloe, dalla scindapsus e dall'azalea.
Questo spiega il benefico senso di ristoro che ci reca la passeggiata in un bosco verde e silenzioso. 
   L'emira

ALLA CALENDULA

Gialla calendula
segni le ore
 giacché ti schiudi
sempre alle nove.
Per tutto il giorno
Fai festa al sole
e al suo tramonto
non resti fuori
che svelta accosti
i petali al cuore.

ALLA VIOLETTA

Graziosa mammola
modesta e gentile
sei fior di campo
messaggio d'aprile.
Ti colgono i bimbi
e fanno mazzetto
e poi giulivi
l'appuntano al petto.

di nonnalea




Cara Palestra, t'invio questo racconto dal vero per la bella pagina del Pollice verde. Saluti ai simpatizzanti e auguri ai titolari.                          La mano verde

L'ANTHURIUM

Il dono mi era stato inviato da mia cugina Valeria, vero pollice verde della nostra famiglia, ed era una bellissima pianta di anturium dalle foglie verde chiaro, larghe e lanceolate. La giovane pianta aveva tre sole foglie, alte e carnose che si ergevano superbe sullo stelo quasi ad abbracciarsi fra di loro.
Mia cugina mi aveva detto che fra non molto sarebbe sbocciato il fiore che mi avrebbe entusiasmata per la sua bellezza e che essendo una pianta tropicale , fuori del suo ambiente preferisce vivere in serra. Posi così la pianta nel portavasi che piazzai davanti all'alto finestrone dell'ingresso al riparo di qualsiasi corrente d'aria, quasi una piccola serra e dato che il vetro era fisso e non apribile avrebbe goduto di luce perenne e, nelle notti lunari, sarebbe stata baciata dal raggio della luna. Bello ed elegante, l'anturium ingentiliva veramente il mio ingresso ed ero sicura che nel posto scelto non avrebbe sofferto.
Ben attenta a somministrarle l' umidità necessaria a tempo debito, attendevo ansiosa lo sbocciare del fiore. Non per nulla anch'io amo le piante!
La mia attesa però rimase delusa giacché ben presto vidi che una delle foglie cominciava ad ingiallire e, questo, fu un colpo per me, un vero dispiacere.
La pianta però non si rese conto della mia disponibilità e del mio affetto nei suoi riguardi che proseguì nel decorso del suo  deperimento reagendo male alla forzatura di vivere diversamente da come avrebbe desiderato. A questo punto pensai che avesse bisogno di più ossigeno e la sistemai nell'angolo più riparato del mio spazioso balcone dove da tempo prosperano piante di ogni specie Ma neanche questo luogo fu di suo gusto e me ne accorsi quando vidi ingiallire ed afflosciarsi anche le altre due foglie e il bocciolo del fiore si spense senza giungere alla fioritura. Prima di spegnersi, l'ultima foglia mostrò dei tagli profondi come ferite che mi costrinse a tagliare il fusto, con molta pena, lasciando solo un mozzicone fuori della terra...
Non ebbi cuore, infatti, di gettarla e nell'innaffiare le altre piante guardavo quel vaso morto con vero senso di colpa, senza capire dove avessi sbagliato.
Come d'abitudine, passata la stagione invernale, mi apprestai a ripulire e sistemare tutte le piante, rimanendo perplessa dinanzi a quel vaso, ma ancora una volta volle conservare quella radice e, quasi per farmi perdonare di non averla saputa curare, decisi di infilarvi accanto una talèa di geranio. Lo feci quasi di malavoglia pensando che non fosse giusto porre quel germoglio accanto ad una cosa morta. Dopo un paio di giorni vidi che il mozzicone scuro cambiava di colore schiarendo i suoi contorni e, col crescere del geranio anch'esso stava riprendendo vita e l'embrione di una foglia cominciò a delinearsi, con mia grande gioia. Scrutavo con curiosità quel rinnovamento e mi parve che si fosse instaurata una gara fra le due piante, così diverse come origini, ma simili nella capacità di ritenere l'acqua. Nello spuntare, le foglie formarono un piacevole contrasto perché slanciate e allungate quelle della pianta esotica, larghe carnose e dentellate quelle della nostrana, formarono una gradevole composizione, proprio un delizioso ikebana. Il risorgere della pianta mi fece sperare che ne avrei ammirato finalmente il fiore. Come un lampo mi sorse nella mente la spiegazione di quella metamorfosi e capii che l' anturium  veniva da una serra ove era nato e cresciuto accanto a tante altre specie di piante e , casa mia, si era trovato, improvvisamente solo e appartato e la solitudine lo aveva fatto quasi morire.
L' accostamento col geranio gli aveva ridato il gusto della vita e lo sbocciare del suo meraviglioso fiore fu, per me, come un suo ringraziamento.                                   

      Caro "Pollice Verde" 
anch'io mi considero tale e, lo dico con un tantino di orgoglio, per il fatto che spesso mi è capitato di buttare un seme in terra, quasi a caso, ritrovando poco tempo dopo una bella pianta vitale e prospera della quale non conoscevo neppure il nome.
Questo capitava molti anni addietro, quando la mia giovane età, non mi aveva ancora data la possibilità di conoscere tante cose.
Come ho fatto con tanti altri miei hobby, in seguito, ne ho approfondite le conoscenze e con più consapevolezza sono diventata amica delle piante.
Ciò mi ha permesso di approfittare anche delle loro virtù terapeutiche che , in molti casi, mi sono venute in aiuto. Ho scoperto anche che la natura è generosa e mette a nostra disposizione molti rimedi, semplici e immediati, dei quali è bene approfittare. Lo sanno molto bene gli animali che al momento del bisogno, sanno istintivamente curarsi brucando semplicemente la pianta più adatta. La premessa era necessaria per invogliare, chi ancora non lo avesse fatto, ad accostarsi a questa pagina che potrebbe diventare anche un ricettario di erboristeria se chi conosce qualche nuova "ricetta" di piante officinali, volesse farla conoscere a tutti gli amici della Palestra. L'invito vale anche per quanto riguarda curiosità e aneddoti su fiori e frutta e in questi tempi di sofisticazioni e di allergie varie, vale veramente dare più spazio ai prodotti naturali veri alleati della salute. Il campo è vasto e affascinante ed ogni persona, anche la più indifferente, è sempre attirata dai colori e dai profumi di un piccolo spazio fiorito che ben dispone alla meditazione, partendo da ciò, è facile addentrarsi nei misteri dell' erboristeria e della cura dei fiori.           La Mano Verde